Posts Tagged ‘Quaderni di San Precario’

Come d’incanto appare il quinto numero dei quaderni di San Precario.
É un numero singolare, ma che procede comunque dai precedenti, segnatamente attraverso la Piccola Enciclopedia Precaria che mette a fuoco alcuni strumenti di controllo e di espropriazione a disposizione del capitale, il poliziotto pasoliniano, la meritocrazia, la trappola della precarietà… sin d’ora, però, può intravvedersi una luce in fondo al tunnel, il reddito di base.
Se il tentativo di spezzare le catene dell’angelo di marmo della soggettività precaria ha da sempre informato l’agire del collettivo dedito al culto del santo, nel corso del quarto numero si é imposta l’esigenza di indagare l’esistenza precaria, il dissolversi della vita nella precarietà, non più aggrappata alle modalità lavorative ma espansa, meglio esplosa, nei cuori del cognitariato.
Ebbene, il quarto numero registrava la messa in comune delle pratiche precarie, la condivisione di modi e termini gestionali dell’esistenza. L’affermazione di prassi costituenti atte a sovvertire lo stato di cose presente.
Lo spirito precario veniva alla luce in positivo, colmo di emergenze e rivendicazioni, denso di vita e determinazioni.
Ma, c’è sempre un ma…. (more…)

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Più che di un reddito di cittadinanza si dovrebbe parlare di un reddito di base incondizionato: un salario sociale legato ad un contributo produttivo oggi non riconosciuto

Sia sul sito di Sbilanciamoci che su il manifesto sono apparsi alcuni articoli critici in materia di reddito di cittadinanza (vedi, tra gli altri, gli articoli di Pennacchi, Lavoro, e non reddito, di cittadinanza, e Lunghini, Reddito sì, ma da lavoro). In questa sede, vorremmo chiarire alcuni principi di fondo per meglio far comprendere che cosa, a nostro avviso, si debba intendere quando in modo assai confuso e ambiguo si parla di “reddito di cittadinanza”. Noi preferiamo chiamarlo reddito di base incondizionato (Rbi) ed è su questa concezione che vorremmo si sviluppasse un serio dibattito (con le eventuali critiche). Le note che seguono sono una parte di una più lunga riflessione che apparirà sul n. 5 dei Quaderni di San Precario.

La proposta di un Rbi di un livello sostanziale e indipendente dall’impiego, elaborata nel quadro della tesi del capitalismo cognitivo, poggia su due pilastri fondamentali.
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