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Nel momento in cui scriviamo queste brevi note (metà agosto 2013), il formidabile movimento di giugno in Brasile sembra attraversare una fase ambivalente, definita da tre caratteristiche: il riflusso, la diffusione e il dislocamento.

Riflusso: sono finite le mobilitazioni massicce di centinaia di migliaia di persone che avevano luogo due volte tutte le settimane (lunedì e giovedì) e quelle in occasione di ogni partita della Confederation Cup. Questo non significa che la fase delle mega manifestazioni si sia chiusa. Lo stato di mobilitazione si mantiene, come una latenza sempre in agguato sui poteri costituiti. Qualche cosa di fondamentale nella percezione di molti è cambiato: i governi gli riconoscono un potere formidabile, mentre i governanti sono obbligati a cercare di identificare leaderships e a negoziare, senza sapere che fare con il nuovo. Le mobilitazioni annunciate per il 7 settembre saranno una verifica importante dei livelli di massificazione del movimento.

Diffusione: il movimento moltiplica le forme di lotta (manifestazioni, assemblee e occupazioni di parlamenti nelle capitali federative e di Consigli Comunali, anche delle città più piccole). Si tratta di un processo che investe tutto il paese e tutto l’arco delle rivendicazioni già presenti (ma con la centralità dei trasporti urbani). Le proteste hanno creato una situazione rivoluzionaria nella misura in cui hanno immediatamente rafforzato (e riqualificato) le lotte, le rivendicazioni e i movimenti che già esistevano. Ci troviamo in un vero e proprio Kayros: è qui e subito che i molti fanno valere le piattaforme di lotta fino a poco tempo fa’ bloccate, come il diritto alla città, la legalizzazione dell’aborto, la mobilità urbana e la lotta contro il terrore poliziesco usato come metodo sistematico di regolazione della povertà.

Dislocamento: l’asse fondamentale delle mobilitazioni – dal quale dipende oggi in buona parte il futuro del movimento – è passato da São Paulo a Rio de Janeiro. Rio è la cartolina postale del progetto di un nuovo Brasile ricco: è stata il teatro dei Giochi Panamericani, della Conferenza Rio + 20, di alcune partite della Confederation Cup e infine della visita del Papa argentino. È qui che avranno luogo la finale della Coppa del Mondo (nel 2014) e le Olimpiadi (2016). Ma è a Rio de Janeiro che le giornate di giugno si sono mantenute durante tutto il mese di luglio e continuano con forza oggi (metà agosto) con manifestazioni, riunioni, assemblee che hanno luogo tutti i santi giorni, senza accennare a nessun indebolimento. Rio de Janeiro è oggi una città disobbediente, che non si sottomette agli interventi igienizzanti promossi dal governo (nelle sue tre sfere) in nome dei grandi eventi. È proprio a Rio che l’attuale fase del movimento di giugno appare chiaramente sotto una luce ben più potente, che illumina la breccia aperta dalla moltitudine nel paradosso lulista. (more…)

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