Archive for the ‘Tavolo di lavoro su reti, comunicazione, autoformazione’ Category

Nel suo contributo alla preparazione della tavola rotonda sulla rete al seminario di Passignano, Roberta Pompili focalizza la discussione sulla rete attorno a delle questioni teoriche cruciali per la prospettiva post-operaista. In particolar modo, il suo intervento interroga la rete a partire da una tensione fondante tra i processi di cattura del valore e soggettivazione autonoma in un quadro più generale in cui i processi di accumulazione sono imprenscindibili dalla produzione di soggettività. A ciò aggiungiamo naturalmente in una prospettiva marxiana, il problema del rapporto tra capitale fisso (o saperi incarnati nelle macchine) e capitale variabile (forza lavoro), cioè della nuova configurazione del general intellect nel declinarsi della rete come modalità dominante di organizzazione della cattura del valore e nella costituzione di soggettivazione autonoma.

Nel mio contributo vorrei proporre di separare concettualmente tre modi di pensare alla rete, questo allo scopo di aggirare alcune difficoltà date appunto dalla versatilità e onnipresenza della rete in quanto topos nelle scienze sociali e naturali. Proporrei dunque di distinguere tra la rete in quanto tecnologia (Internet); la rete in quanto macchina (incontro tra computazione e telecomunicazione) e la rete in quanto modello (struttura geometrica astratta di tipo topologico). In queste tre prospettive è possibile trovare diversi modi di formulare la relazione tra capitale fisso e capitale variabile, e cattura del valore e processo di soggettivazione autonoma. (more…)

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Le recenti grandi lotte e rivolte che hanno attraversato da più parti il globo ed hanno avuto una forte presenza nel nord Africa e Europa hanno nuovamente posto la questione dirimente delle forme della comunicazione e della rete come straordinario elemento di analisi per il pensiero e la pratica politica. Studiosi di diversa ispirazione si sono interessati al “fenomeno” della rivoluzione su twitter, ora dando una definitiva centralità alla rete (in parte anche Castells), ora riducendone il valore e l’importanza. Interrogarsi, sebbene in termini di approccio parziale, provvisorio e posizionato, rispetto a questo tema è evidentemente uno degli obbiettivi dell’incontro di Europassignano.

In questo spazio di riflessione politica, è stato più di una volta sottolineato, come la produzione oggi sia definitivamente trasformata e come i processi di accumulazione nel capitalismo contemporaneo si pongano oramai come processi di “produzione di soggettività”. Il modello produttivo è antropogenetico, il corpo diventa il campo di tensione, il luogo della soggettività in cui i processi di valorizzazione si imprimono. I corpi-macchinici costituiscono il lavoro vivo: nel corpo capitale variabile (lavoro umano) e capitale fisso (ovvero, le macchine la tecnologia) comunicative e relazionali, ma anche tecnologia (Marazzi).

Dentro questa sintetiche enunciazioni, parziali e riassuntive, si pongono aspetti di natura dirimente. La questione della rete, della comunicazione in generale è, dunque, immediatamente una questione che si gioca sul campo della cattura del valore da una parte e dall’altro inevitabilmente come luogo in cui ripensare la soggettivazione politica. Mi interessa a questo punto sollecitare, alcune tra le tante possibili, alcune domande che vadano nella direzione di abbozzare piani di discussione e lavoro (abbozzare, poiché si tratta evidentemente di un “momento” di un lavoro cominciato da tempo ed in continuo work in progress) per il nostro appuntamento di settembre. (more…)