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Invito e programma di EuroPassignano –  5-8 settembre 2013 – Passignano sul Trasimeno.

E’ un grande passaggio d’epoca quello che stiamo vivendo. Formidabili lotte e movimenti, dalla Turchia al Brasile, scandiscono il ritmo di un mutamento profondo degli assetti e delle geografie del capitalismo a livello mondiale. Le sollevazioni che hanno scosso il Maghreb e il Mashreq a partire dalla fine del 2010 sono ben lungi dall’essersi esaurite: le ipotesi di stabilizzazione che si erano organizzate attorno all’“islamismo moderato” appaiono messe radicalmente in discussione dagli sviluppi tunisini ed egiziani di questi mesi, mentre venti di guerra continuano a spazzare la Siria. La crisi dell’egemonia statunitense rivela il suo versante conflittuale, con grandi masse che lottano per uscire dalla povertà, con moltitudini metropolitane che insorgono ponendo domande radicali sulla qualità dello “sviluppo”, ma anche con il profilarsi di nuovi fronti di conflitto strategico. Il tutto mentre la crisi globale cominciata nel 2007-2008 continua a segnare, con un impatto certamente differenziato dal punto di vista geografico, il quadro complessivo di riorganizzazione del capitalismo. In Europa, in particolare, non accenna ad allentarsi la morsa dei programmi di austerity, che hanno investito con violenza soprattutto i Paesi del Mediterraneo. E’ proprio la dimensione europea quella che vogliamo mettere al centro del seminario di Passignano. Siamo convinti che l’Europa sia stato il limite fondamentale contro cui si sono scontrati movimenti e lotte che negli ultimi anni, ad esempio in Grecia e in Spagna, hanno pur conosciuto livelli molto alti di generalizzazione. Rompere questo limite, spostare sul livello europeo il baricentro della proposta e dell’azione politica, costruire dispositivi di conflitto e di antagonismo sullo stesso piano su cui agiscono i poteri che condizionano le nostre vite è quanto ci proponiamo. Una politica della trasformazione, un nuovo programma che sappia reinventare libertà e uguaglianza all’altezza dei bisogni e delle domande che emergono da una composizione radicalmente nuova del lavoro, delle relazioni, della cooperazione sociale: tutto questo, nella parte del mondo in cui viviamo, è per noi possibile soltanto dentro uno spazio europeo radicalmente rinnovato da lotte e movimenti che lo pratichino immediatamente come spazio comune. Dai movimenti dei migranti abbiamo imparato che i confini istituzionali dell’UE vanno assunti come limiti da criticare e forzare. Le lotte in Turchia, nel Maghreb e Mashreq, ma anche l’intensità con cui abbiamo seguito in questi anni i processi politici latinoamericani, hanno ulteriormente contribuito a spiazzare e “provincializzare” il nostro sguardo sull’Europa. Pensiamo di essere bene attrezzati, da questo punto di vista, a immaginare un’Europa che non potrà più in alcun modo pretendere di porsi al centro del mondo. Ma la nostra Europa dobbiamo immaginarla e costruirla politicamente a partire dalle lotte e dai movimenti che esprimono il rifiuto dell’austerity e il desiderio di una vita più ricca perché più libera, uguale e giusta. La critica radicale delle istituzioni europee non può significare – contrariamente a quel che continuano a pensare molte forze di “sinistra” – un ritorno allo Stato nazionale. Quest’ultimo, quantomeno in Europa, appare svuotato di ogni capacità di riqualificare politiche sociali ed economiche anche moderatamente riformiste per fronteggiare la crisi. Solo nello spazio europeo è possibile oggi immaginare un “welfare del comune”, politiche di rottura sui terreni del reddito, della salute, della formazione, e più in generale dei bisogni e dei desideri che caratterizzano la cooperazione sociale e il lavoro vivo contemporaneo. La ricerca che abbiamo intrapreso negli ultimi anni sul tema del “comune”, ma anche le esperienze di lotta e organizzazione che si sono sviluppate attorno ai “beni comuni” in Italia ci indicano la direzione in cui procedere su questi terreni. Ed è questo il secondo asse su cui vogliamo ragionare a Passignano. E’ giunto per noi, ancora una volta, il momento di ricominciare. L’esperienza da cui proveniamo, all’interno della rete UniNomade, non è riuscita a superare un limite essenzialmente politico. Non siamo cioè riusciti a pensare e praticare una politica della trasformazione radicale all’altezza del nostro presente. E’ questa urgenza che vorremmo mettere al centro del seminario di Passignano, per riprendere il cammino: che cosa significa fare politica oggi è la domanda essenziale che ci guiderà nel nostro lavoro e nella nostra discussione.

Vi aspettiamo a Passignano!

Per iscriversi al seminario e per informazioni: carloromag@yahoo.it

Per iscriversi alla mailing di lavoro in preparazione del seminario mail to europassignano2013@gmail.com

Partecipano tra gli altri: Giso Amendola, Marco Assennato, Marco Bascetta, Moira Bernardoni (Istanbul), Beatrice Busi, Ilaria Camplone, Giuseppe Cocco (Rio de Janeiro), Girolamo De Michele, Francesco Festa, Dario Lovaglio, Maria Rosaria Marella, Costanza Margiotta, Lorenzo Marsili, Sandro Mezzadra, Toni Negri, Luca Nivarra, Matteo Pasquinelli, Roberta Pompili, Judith Revel, Carlo Romagnoli, Raúl Sanchez (Madrid), Marco Silvestri, Tiziana Terranova, Federico Tomasello, Benedetto Vecchi.

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PROGRAMMA

Giovedì 5 settembre

– Ore 17.00 – Presentazione del seminario a cura delle compagne e dei compagn* attiv* in Umbria

– Ore 17.30 – 20.00. Dalla Turchia al Brasile: per un nuovo discorso su comune e metropoli Toni Negri introduce, modera e anima questa discussione intorno alle forme di una nuova politica per il comune, a partire dai conflitti che hanno recentemente attraversato Turchia e Brasile raccontati da due attivisti che vi hanno partecipato, Moira Bernardoni (Istanbul) e Giuseppe Cocco (Rio de Janeiro).

– Ore 21.30. Laboratorio politico-letterario: precarietà, nocività, illegalità nelle narrazioni del lavoro. Si parla di precarizzazione illegalità e nocività sul duplice versante sia dal lato del comando che da quello della resistenza di lavoratori, vecchi e nuovi, con tre romanzieri che hanno narrato figure del lavoro dal Novecento agli Anni Zero: Cecco Bellosi (Con i piedi nell’acqua, LeMilieu 2013), Alberto Prunetti (Amianto, AgenziaX 2013), e Andrea Scarabelli (La velocità di lotta, AgenziaX 2013).

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Venerdì 6 settembre

-Ore 10.00 – 13.30. Oltre il limite: pratiche e strategie per il Commonwealth europeo Una discussione tesa a riprendere e “occupare” il tema e lo spazio dell’Europa come dimensione politica costituente delle lotte, del comune, di un nuovo welfare, introdotta da Sandro Mezzadra e animata da Lorenzo Marsili (European Alternatives), Raúl Sanchez (Madrid), Costanza Margiotta (UniPd) e Francesco Festa.

Ore 15.30 – 19.30. Tavoli e laboratori di discussione e autoformazione*

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Sabato 7 settembre

-Ore 10.00 – 13.30. Pratiche politiche del comune per un nuovo welfare Si discute di come costruire il comune reinventando il welfare, anche a partire dalle esperienze dei movimenti per i beni comuni: Giso Amendola introduce un dibattito seminariale con Maria Rosaria Marella (UniPg), Luca Nivarra (Costituente dei beni comuni), Laboratorio Smaschieramenti (Bologna), Pietro Massarotto (Naga-Milano).

Ore 15.30 – 19.30. Tavoli e laboratori di discussione e autoformazione*

-Ore 21.30I racconti del sesto amore”: gli Anarcogastronauticijc propongono una performance teatrale intorno a tre racconti dell’antologia La manica tagliata dello scrittore cinese Ameng di Wu, dedicata agli “amori innaturali”.

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Domenica 8 settembre

-Ore 10.00 – 15.00. Assemblea plenaria costituente di un nuovo progetto politico e teorico, spazio comune di elaborazione e iniziativa politica.

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tavoli e laboratori di discussione e autoformazione sono ancora in corso di definizione e aperti al contributo e alle proposte di tutt* coloro che vorranno parteciparvi, verranno specificati con più precisione a ridosso e nel corso del seminario stesso. Saranno animati, fra gli altri, da: Marco AssennatoMarco BascettaIlaria CamploneGirolamo De MicheleDario LovaglioMatteo PasquinelliRoberta PompiliJudith RevelCarlo Romagnoli, Marco SilvestriTiziana TerranovaFederico TomaselloBenedetto Vecchi. Vi si affronteranno in particolare questi temi:

– La metropoli nel punto di intersezione fra insorgenza e controllo, fra comando capitalista e forme di vita della moltitudine, fra frammentazione e inediti processi di soggettivazione.

– Formazione e autoformazione nel progetto politico e teorico che si va costruendo a partire da EuroPassignano 2013.

– Reti, comunicazione e cooperazione nei processi di reinvenzione dell’agire politico.

– Il Welfare del comune a partire dal tema della salute.

>>> Il presente programma potrà subire ancora piccole variazioni inerenti ai tempi e ai relatori.

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